
Marcatempo con riconoscimento facciale: come funziona e cosa controllare prima di sceglierne uno
Un marcatempo con riconoscimento facciale fa un solo lavoro: all’inizio del turno qualcuno si mette davanti a una fotocamera, il sistema capisce chi è e un orario finisce in un registro. Alla fine del turno, lo stesso.
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Come rilevare le ore del personale senza mandare un solo byte nel cloud
Dietro quasi ogni prodotto per le presenze sul mercato c’è un presupposto silenzioso: che la timbratura di un dipendente sia un dato da caricare da qualche parte. Di solito nel cloud del fornitore. A volte replicato in tre regioni «per ridondanza». Spesso conservato a tempo indeterminato con una clausola vaga tipo «per il tempo necessario al servizio».
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Rilevazione presenze in bar e ristoranti: cosa funziona davvero in un sabato pieno
Un mio amico ha un bar a Lisbona. Dodici dipendenti, tre responsabili a rotazione e una squadra di studenti che cambia di continuo. L’estate scorsa mi ha mandato un lungo vocale una domenica alle 2 di notte. In sintesi: il sabato alle 11 era saltato il Wi-Fi del bar, e con lui l’app delle presenze che girava sull’iPad vicino alla cassa. Per quattro ore nessuno ha potuto timbrare. Nessuno sapeva se aspettare o scrivere i nomi su un tovagliolo. A fine servizio il registro dei turni aveva buchi in sette punti diversi, e ricostruire le paghe di quel giorno gli è costato quasi tutta la domenica.
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